Le anomalie di conformazione

Osservando con attenzione gli organi genitali, nel neonato o in età maggiore, possono comparire dei segnali di una malformazione della vagina, che comporta diverse conseguenze, da valutare e correggere tramite chirurgia.

La vagina è un organo a forma di un canale che mette in comunicazione l’utero con l’esterno.

È l’organo che consente di avere rapporti sessuali e, nella sua parte più profonda, possiede un pozzetto dove viene raccolto il liquido seminale, dal quale attinge il collo dell’utero.

Come nasce e quando si forma la vagina?

Partendo dallo stato fetale, i 2/3 superiori della vagina hanno origine dalla parte terminale di due condotti (i dotti di Müller) che nella parte alta hanno formato tube ed utero.
L’ultimo terzo inferiore origina dal tubercolo genitale femminile, che proliferando va a congiungersi con la parte alta della vagina stessa. Durante queste fasi formative, nello stato fetale, può accadere un qualcosa che altera il processo costitutivo della vagina.

Che succede quando questo si verifica?

I principali quadri malformativi sono rappresentati dalla mancanza completa della vagina (aplasia vaginale) o dalla presenza di setti trasversali o longitudinali.

Questi ultimi possono dividere in due la vagina formando 2 emi-vagine pervie, una emi-vagina pervia ed una emi-vagina chiusa.

Le malformazioni vaginali spesso non sono isolate, ma sono associate ad anomalie del collo o del corpo dell’utero come: utero bicorne, arcuato, didelfo (utero diviso in 2 corni separati che confluiscono in un unico collo), lieve anomalia nella forma dell’utero, presenza di due uteri, due cervici e talvolta 2 vagine.

A volte le malformazioni vaginali sono associate a patologie congenite renali come l’agenesia: mancanza di uno o entrambi i reni.

Cos’è l’aplasia vaginale

malformazioni vagina fetoL’aplasia vaginale o sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser (MRKH) comprende un vasto gruppo di anomalie legate al mancato sviluppo dei dotti di Müller.

Il quadro tipico è rappresentato dalla mancanza totale di vagina e da un utero rudimentale simile ad un cordoncino. La sintomatologia è rappresentata dall’assenza delle mestruazioni e dall’impossibilità di avere rapporti sessuali.

La diagnosi è fatta dal ginecologo, il quale durante la visita si accorge, aprendo le piccole labbra fino a superare l’imene, che non c’è l’ortio vaginale.

Alla prova effettuata con una bacchetta spinta ad indagare in profondità, lo specialista trova anziché la vagina, una piccola tasca chiusa, profonda non più di 2 o 3 cm. Un’ulteriore verifica tramite un’ecografia trans-addominale evidenzierà le ovaie con i follicoli dall’aspetto normale ma un utero a forma di gettone anziché nella sua forma propria.

Talora l’adesione delle piccole labbra nella bambina, potrebbe trarre in inganno il ginecologo, ma l’aspetto della mucosa vulvare, simile a carta velina e non spessa come richiederebbe la norma, toglie ogni dubbio. Per curare l’aplasia vaginale l’unica possibilità è l’intervento chirurgico, finalizzato a creare un tunnel nello spazio vescico-rettale che viene dilatato in modo proporzionale.

Tuttavia la capacità riproduttiva della ragazza è compromessa, ma, dal momento che le ovaie producono ovuli, essi possono essere fecondati e messi in un utero di un’altra donna (“madre surrogata”).

In alcuni casi l’aplasia potrebbe essere parziale e ciò comporta le mestruazioni ma senza fuoriuscita del sangue all’esterno: in altre parole quando il sangue rimane in vagina si ha quello che viene definito ematocolpo, se rimane all’interno dell’utero ematometra, se nell’addome ematocele.

Cosa sono i setti vaginali

Come detto inizialmente, la vagina deriva per i 2/3 dalla fusione dei 2 canali di Müller che, fondendosi, vengono a formare per 1/3 la vagina, per 1/3 l’utero e per l’altro terzo, le tube di Falloppio.
All’inizio, nell’embrione esiste soltanto l’ano mentre la vagina si trova all’interno dell’addome, dietro la vescica, poi con lo sviluppo del feto, lentamente si avvicina all’inguine dove si crea una scissura che diventa una cavità solo parzialmente aperta all’esterno.

Se questo lento e lungo processo di formazione della vagina non si verifica, i setti subiscono uno sviluppo anomalo e, a seconda della loro direzione, possono essere posti trasversalmente o longitudinalmente.

genitali ambiguiI setti all’interno del canale vaginale possono ostruirlo completamente o parzialmente: i setti imperforati o trasversali renderanno, in futuro, impossibile la fuoriuscita del sangue mestruale e causeranno un ematocolpo.
Durante l’attività sessuale, la penetrazione sarà poco profonda e causerà forti dolori nel caso in cui si volesse forzare.

L’escissione del setto per via chirurgica ripristinerà la funzione vaginale e l’attività riproduttiva.

setti longitudinali dividono la vagina in due canali. Il riscontro di un setto vaginale longitudinale richiede una precisa valutazione diagnostica della morfologia uterina che spesso risulta ugualmente alterata. L’ecografia o la risonanza magnetica risulteranno utili e complementari nella scelta dell’intervento chirurgico più appropriato.

Si raccomanda sempre un controllo dallo specialista ginecologo in particolare, poiché si può avere una maggiore garanzia di poter eventualmente portare a termine una gravidanza più tranquilla. Inoltre, si può provvedere tempestivamente in caso di eventuali malformazioni vaginali o difetti spesso correggibili ed infine si può trovare una buona alternativa in caso di infertilità.

Fonti
www.fertilitycenter.it