La riduzione del tono vaginale

Ridurre le piccole labbra per questioni d’igiene o funzionali. “A differenza di quanto accade per il sesso maschile con la circoncisione (praticata per problemi religiosi o per anatomia del prepuzio che non permette una completa esposizione del glande) difficilmente gli interventi sui genitali femminili vengono eseguiti per motivi di igiene”, spiega Maria Giuseppina Onesti, professore di Chirurgia Plastica all'Università La Sapienza di Roma e consigliere Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica). “L'unica eccezione è in caso di un’ipertrofia marcata. Normalmente le piccole labbra devono essere all’interno delle grandi, ma può capitare che una o entrambe siano più grandi, quindi fuoriescono, a volte anche in maniera così evidente da provocare disagi sia nella vita quotidiana (indossare un costume, vestirsi), sia nella vita sessuale, con difficoltà nella penetrazione. Si tratta di una problematica molto evidente nell’età adolescenziale, che in mani esperte viene risolta semplicemente con un intervento di riduzione”. La labioplastica, di solito in anestesia locale, consente di ridurne l’ampiezza, senza generare il problema opposto, una dimensione eccessivamente ridotta. “Un 'errore' da evitare", avverte Brambilla, "sia per rispettare l’anatomia sia per non rinunciare allo specifico ruolo antibatterico delle piccole labbra, a protezione del canale vaginale”.