sulla masturbazione

khajuraho decorazione di un tempio anno 1000-1200 

«La masturbazione è la prima attività sessuale dell'umanità. Nel XIX secolo era una malattia; nel XX secolo una cura».

Thomas Stephen Szasz – psichiatra -

«Non condannate la masturbazione. È fare del sesso con qualcuno che stimate veramente!»

Woody Allen – attore -

La prima testimonianza della masturbazione risale a circa 28 000 anni fa.

Per gli antichi Egizi il dio Atum masturbandosi, diede vita ai primi esseri viventi con il proprio sperma

Tra gli antichi greci la masturbazione era considerata un atto naturale.

Galeno di Pergamo – medico - consigliava agli uomini di masturbarsi per regolare la produzione dei liquidi corporei e alle donne per curare i disturbi nervosi.

Una visione fortemente negativa della masturbazione fu purtroppo diffusa dalla scienza medica, tra il 700 e l’800.  Alla radice di questa posizione c'è la pubblicazione, nel 1712 dell'opuscolo “Onania: ovvero l'odioso peccato dell'autopolluzione e tutte le spaventose conseguenze per entrambi i sessi..etc)

L'opuscolo, pubblicato anonimo, ebbe ampia diffusione, testimoniata dalle numerose ristampe eseguite per tutto il secolo successivo. Secondo fonti diverse il suo autore sarebbe stato il chirurgo John Marten, e lo avrebbe pubblicato per promuovere la vendita di tinture e polveri curative di sua produzione (!!!)

La tesi sostenuta nell’opuscolo ebbe però successo e fu ripresa da molti altri scienziati (!!!!) dell’epoca, fra cui lo svizzero Samuel Auguste Tissot uno dei più famosi medici europei del suo tempo, il 1700. Il suo libello fu alla base di molte superstizioni perdurate fino a tempi recenti, che hanno collegato la masturbazione alla cecità e alla comparsa della gobba.

Tissot rappresentò una vera tragedia per l’umanità occidentale anche nel secolo successivo perché per tutto l’ottocento le tesi di Tissot furono ampliate da numerosi altri scienziati (!!!!) che attribuirono alla masturbazione ogni malattia, dalle febbri alle pustole, la cecità, l’epilessia, la tbc spinale.

Chi si masturbava andava curato con ogni mezzo e a qualunque prezzo. Mani legate dietro alla testata del letto o costrette in una specie d camicia di forza durante la notte, cinture di castità, canali dell’uretra mantenuti in uno stato di costante infiammazione così da rendere dolorosissimo ogni toccamento; amputazioni del clitoride, applicazione agli uomini di congegni con allarme elettrico in caso di erezione, utilizzo di anelli provvisti di punte acuminate pronte a conficcarsi nel membro eretto.

Freud e Jung, primi anni del 1900,  con la interpretazione dei sogni e l’inizio della psicoanalisi liberarono gli uomini, le donne e il mondo occidentale da queste tragedie.

Tuttavia in un trattato di sessuologia, si fa per dire, pubblicato in Italia negli anni 40 del secolo scorso da un successivamente famoso professore universitario di Roma, si raccomandava di mettere un bracciale con campanelli molto rumorosi ai delicati polsi dei bambini e bambine ad evitare atti impuri nel letto oppure di legare il braccio dx, il sinistro per i mancini, alla spalliera del letto.

La masturbazione è una pratica che riguarda 

bambini adolescenti e adulti.

Freud fu il primo a sostenere, su basi scientifiche, e quindi in maniera coerente e chiara, l'esistenza di una sessualità propria del bambino, che si esprime essenzialmente in una sessualità non genitale, quindi in questo senso differente e specifica rispetto alla sessualità adulta, ma connessa ad essa attraverso il principio del piacere, che ne è il movente fondamentale.

Alfred Kinsey a metà del 1900 fece il primo sondaggio su larga scala sul piacere sessuale e inserì relazioni statistiche sulla masturbazione infantile; i suoi lavori costituiscono le maggiori fonti di dati tratti da interviste dirette.

Le teorie sullo sviluppo sessuale sono in termini generali divise in due scuole di pensiero:

  1. Le scuole di derivazione psicoanalitica secondo cui lo sviluppo sessuale può essere incoraggiato o disturbato durante l'infanzia. Lo sviluppo sessuale del bambino sarebbe prima di tutto un processo biologico e pertanto sostanzialmente simile in tutte le culture del mondo. Questa visione traccia un modello ben definito di uno sviluppo sessuale per soddisfare il bisogno, anche se questo modello può venire influenzato dalla cultura dominante. Questo è tuttora l'approccio più avallato nello studio medico dello sviluppo infantile.
  2. In anni recenti si è diffuso un approccio alternativo, per il quale la sessualità nel bambino è pesantemente condizionata dal dominio della società sull'individuo.

Masturbazione e età

Seconda Infanzia(3-6 anni)

Durante questa età il bambino spesso è avido di risposte su "da dove vengono i bambini", indaga per soddisfare la curiosità sul corpo degli altri bambini e degli adulti. Dall'età di quattro anni il bambino mostra attaccamento fisico ed emotivo al genitore del sesso opposto, inizia ad avere il senso del pudore e a capire la differenza tra piacere pubblico (non si stimola più in pubblico) e privato.

Fanciullezza(6-9 anni)

In questa età gli sviluppi sono vari a seconda del soggetto. Il maschio diventa consapevole delle differenze legate al genere (maschio o femmina) e la scelta di amici dello stesso sesso diviene via via sempre più marcata, parimenti alla esclusione dell'altro sesso. Subentra un maggior attaccamento verso il genitore dello stesso sesso. Può esprimere un linguaggio di natura sessuale per suscitare nell'adulto una reazione.

La femmina aumenta la consapevolezza sui costumi sociali riguardanti il sesso, la nudità e la riservatezza.

Pre-pubertà(9-12 anni)

Diventa comune la masturbazione.

Pubertà/adolescenza

Il passaggio dalla scoperta e osservazione del proprio apparato sessuale alla masturbazione vera e propria può essere naturale e consequenziale oppure casuale. La masturbazione, che rimane un modo per ricavare piacere, è genericamente considerata e vissuta, nella fase della pubertà, anche come un mezzo per prendere confidenza con i cambiamenti del proprio corpo e acquisire familiarità e coscienza di sé.

Tale pratica, se limitata a quanto descritto, e se non arriva a comportamenti esagerati per frequenza e partecipazione emotiva, fa parte delle manifestazioni primarie della sessualità dell’adolescente.

La masturbazione tra gli adolescenti contribuisce a sviluppare in loro un senso di padronanza dei propri impulsi sessuali, ed ha un ruolo primario nello sviluppo fisico ed emotivo dalla pubertà alla adolescenza.

Età adulta

Dopo gli anni dell'adolescenza diminuisce la frequenza della masturbazione, e a questa viene preferito il rapporto con un'altra persona, la scoperta dell’altro, che può portare al petting e alla masturbazione reciproca. Tale pratica masturbatoria condivisa poi può proseguire per tutta la vita della coppia, ed è una pratica perfettamente fisiologica. La conoscenza di sé e dell'altro derivante dalla masturbazione reciproca o condivisa può costituire una seria base per ottenere un maggiore soddisfazione nei rapporti con il partner, e rendere quindi il rapporto più valido e soddisfacente.

I singoli componenti di una coppia, pur sperimentando una diminuzione della frequenza con cui praticano l'autoerotismo, quasi sempre non smettono di praticarlo, poiché questo consente loro di vivere una sessualità libera dai condizionamenti dati dalla coppia e non vi è nulla di patologico o di anomalo in ciò. Inoltre l'autoerotismo spesso sostituisce il rapporto sessuale in caso di momentanea “indisponibilità” del partner.

A volte succede che i componenti di una coppia legata da un rapporto che dura da molti anni (e quindi si tratta anche di persone anziane), pur sentendo ancora forti legami affettivi, perdono interesse sessuale reciproco; in questa situazione si verifica un nuovo aumento della frequenza della pratica masturbatoria, perché il rapporto sessuale dentro la coppia diventa meno soddisfacente e si cerca una soddisfazione solitaria senza far ricorso a elementi terzi, esterni alla coppia stessa. La masturbazione, in questa situazione, può essere l'alternativa alla ricerca di altri partner o al ricorso alla prostituzione.

Tecniche di masturbazione femminile

Tra le tecniche femminili più usate, la più frequente è quella di sfiorare o strofinare il clitoride con il dito indice o medio; oppure stringere le cosce, anche interponendo le mani. L'inserimento di anulare e medio, per stimolare la parete interna-anteriore della vagina, consente di comprimere il palmo della mano sul clitoride. A volte vengono usati vibratori, dildo, palline Ben Wa, o dispositivi particolari.

Con la masturbazione anche se ovviamente il tempo varia da donna a donna, una donna impiega mediamente 3 minuti per raggiungere l'orgasmo. A volte si cerca di prolungare il piacere ritardando l'orgasmo mentre alcune donne, dopo averlo raggiunto, proseguono la stimolazione (vaginale o clitoridea) in modo da avere orgasmi multipli.

Alcune donne, durante la fase orgasmica o in prossimità di essa, espellono un liquido dalla vagina, che viene considerato come una eiaculazione al femminile.

Vi è inoltre la possibilità di attuare una masturbazione contraendo volontariamente i muscoli del pavimento pelvico. Questa pratica è conosciuta con il nome di esercizi di Kegel  (che si usano di norma nella terapia fisica dell’incontinenza da sforzo) ed è utile anche per avere una maggiore sensibilità durante il coito (aumenta il tono del perineo) e favorisce il raggiungimento di orgasmi multipli nel corso della penetrazione.

Per alcune donne la masturbazione è un'attività secondaria e "sostitutiva" del coito. Molte altre invece, e qui sono in accordo sessuologi e psicologi, la ritengono una pratica che unisce il piacere clitorideo a quello della penetrazione. Infatti le donne che riescono a raggiungere l'orgasmo attraverso la masturbazione, anche nel rapporto con il partner spesso usano tale tecnica come ulteriore stimolo e spesso è lo stesso partner a collaborare.

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