Covid19. la scienza sui media

E' stato bello in questi lunghi giorni di isolamento sentire scienziati illuminati dire tutto e il contrario di tutto su come comportarci. Molti scienziati di questa categoria, per fortuna ne esistono altri più equilibrati, ogni giorno hanno sgomitato sui media per avere visibilità e like, quindi potere.
E' fuori discussione che i media hanno avuto una responsabilità enorme nel favorire queste incertezze perché una buona parte degli scienziati intervistati si è comportata
come se stesse in un congresso dove, come è giusto che sia, ognuno esprime le sue opinioni supportate da materiale scientifico.
Qui però la documentazione scientifica è appena iniziata, ci sono poche certezze, come lavarsi le mani è una certezza, e tante opinioni molto personali, riprenderà, come riprenderà, quando riprenderà.
Tanto per ricordare, l'ultima supposta epidemia, quella da N1 H1 del 2000, avrebbe dovuto fare una strage se non ci fossimo vaccinati, e invece è scomparsa da un giorno all'altro. Il vaccino allora c'era e milioni di dosi di vaccino comprate dallo stato non sono state utilizzate
Nel mondo reale, cari scienziati, la gente, tanto più se è spaventata, ha bisogno non di opinioni contrastanti ma di poche certezze da utilizzare, adesso e ora, per vivere.
Anche la fase due è gestita dagli stessi scienziati sulla base di opinioni personali che sostengono che i ragazzi fino a 18 anni escano sotto stretto controllo, non so che significa ma lo diranno, e chi ha più di 70 anni, anche se completamente sano o magari con solo una ipertensione pienamente sotto controllo, deve rimanere a casa ancora per settimane o magari mesi a morire non di covid ma di tristezza... e pensare che la gran parte dei delinquenti dopo pochi giorni di galera o subito riacquistano la libertà, magari condizionata, ma sempre libertà.
Cari scienziati, avete capito che se si inizia da subito a prevenire le complicanze direttamente sul territorio, le terapie intensive si svuotano?
Cari scienziati, avete capito che questa malattia è letale per una parte limitata dei pluripatologici non oltre i 70 anni ma di qualunque eta che muoiono per le loro patologie dopo essere stati colpiti ?
Cari scienziati, questi pluripatologici di qualunque età, che sono quelli che vanno difesi, dove pensate di tenerli? Ma è ovvio, a casa loro, depressi e resi disabili dalla reclusione, a farsi contagiare dai loro parenti che circolano liberamente.
Cari scienziati, se quelli che circolano liberamente lo faranno protetti per non contagiarsi, perché non potrebbero farlo i pluripatologici che così stanno meno tempo a casa dove il rischio di contagio come sembra dimostrato in queste ultime settimane è più alto e invece stanno di più all'aria aperta con indubbi benefici psichici e motori?
Cari scienziati, perché i ragazzi sotto i 18 anni, quelli più indenni dalle complicanze della patologia, devono rimanere sotto stretto controllo, se sono i più idonei a creare una immunità di massa?
Non riesco a credere che lo stesso Dio che ci ha dotato di senso, ragione, e intelletto, ci ha destinati a rinunciare al loro uso. (Galileo Galilei)

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