la Sindrome Premestruale (PMS)

La Sindrome Premestruale (PMS) è un’entità clinica a andamento andamento ciclico, di intensità variabile e in stretta relazione con il periodo post-ovulatorio del ciclo mestruale, quindi compare prima della mestruazione successiva, e che è caratterizzata da sintomi di tipo emozionale, con irritabilità, depressione, tristezza, insonnia, minor interesse sessuale, variamente assortite tra di loro e che tendono a peggiorare mano mano che si avvicina la mestruazione. Tipicamente, i sintomi iniziano circa una settimana prima delle mestruazioni e scompaiono una volta che il flusso inizia realmente, ma le variazioni individuali possono essere tante. Oggi sappiamo che ciclicamente si modifica il livello del progesterone, degli estrogeni, della prolattina e dell’aldosterone; e diminuiscono alcune endorfine, quei neurotrasmettitori (i più noti sono la serotonina e la dopamina) che produciamo normalmente e che sono responsabili delle sensazioni di benessere e del rispetto dei ritmi corporei.

A questi aspetti emozionali seguono e si associano problematiche fisiche e comportamentali. Quando prevalgono disturbi gravi e disabilitanti dell’umore, da dire subito che sono piuttosto rari nel contesto complessivo della sindrome, potrebbe essere necessaria una valutazione psichiatrica. Infatti nel 1987 la “Sindrome Premestruale” è diventata una categoria diagnostica psichiatrica a sé e classificata nella sezione dei “Disturbi Depressivi Non Altrimenti Specificati”

Nel complesso si stima che la percentuale di donne che riferisce sintomi ricollegabili alla sindrome oscilla, a seconda degli studi, dal 30% all’80%.

La sindrome era nota già nell’antichità: nella Storia Naturale di Plinio si legge infatti che le donne in età fertile, vicino alla mestruazione o mestruate, venivano considerate impure e causa di danni alle coltivazioni, ai frutteti, agli animali domestici e che erano ritenute incapaci di controllare i propri impulsi.

Fino alla seconda metà del novecento in alcune regioni italiane, e più in generale nella subcultura di tutta l’Italia e del mondo, le donne in fase mestruale non potevano toccare la carne perché sarebbe marcita, né dedicarsi alle coltivazioni.

Oggi, chiarita la sua entità e importanza questa categoria diagnostica è valutata sul lavoro come fattore di assenteismo ed in ambito giuridico è utilizzata sia nelle cause di divorzio ed affidamento di minori, sia, come attenuante, nei processi per atti criminali, da rapine ad omicidi.

La sindrome premestruale può esordire a qualunque età dopo la prima mestruazione, ma l’età media riconosciuta in diversi studi è di 26 anni. Con il tempo, verosimilmente a causa delle continue oscillazioni ormonali del ciclo, la sintomatologia tende a peggiorare e a protrarsi per un periodo di tempo via via maggiore. Le donne che riferiscono con minore frequenza disturbi da sindrome premestruale sono quelle che sono state esposte di meno alle suddette fluttuazioni grazie ad un numero maggiore di gravidanze o all’assunzione di contraccettivi orali. L’isterectomia senza l’asportazione delle ovaie non allevia i sintomi della sindrome.

La clinica sottolinea una stretta correlazione tra sintomatologia e fasi del ciclo riproduttivo ed è ormai accreditata l’azione di estrogeni e progesterone sul tono dell’umore: gli estrogeni, dominanti nella prima fase del ciclo, sono gli ormoni dell’ottimismo e in fase preovulatoria, in assenza di progesterone, le donne sono più attive, il desiderio sessuale aumenta ecc,.

Mentre l’aumento del progesterone tipico della post-ovulazione, seconda fase del ciclo, ha un’azione sedativa e lievemente depressogena.

Le donne con questa problematica presentano nella seconda fase del ciclo un livello di tensione, rabbia, confusione e perdita di energia talvolta sovrapponibile a quello riferito dalle pazienti depresse.

I sintomi fisici che più frequentemente si associano a quelli psichici sono: Dolore e tensione al seno. Aumento di peso. Tensione addominale. Aumento o diminuzione delle ore di sonno. Aumento dell’appetito con ricerca di alimenti dolci, a volte l’appetito diminuisce. Compaiono cefalee e dolori ai muscoli o alle articolazioni.

Da segnalare che il dolore associato alle mestruazioni non è considerato un sintomo della sindrome premestruale.Qualunque siano i sintomi della paziente, questi compaiono prima della mestruazione e scompaiono regolarmente quando questa compare.

 Qualche consiglio terapeutico

Nella fase critica sarebbe opportuno diminuire l'apporto di sale, l'assunzione di alcol e di caffè e, cosa più difficile, il consumo di dolci. E' importante bere molto, se è possibile almeno due litri di acqua al giorno. Possono essere di aiuto gli integratori minerali a base, per esempio, di magnesio e calcio e/o la supplementazione di vitamine (E, B6). Alcuni studi suggeriscono anche l'assunzione di soia: i fitoestrogeni che vi sono contenuti contribuirebbero a riequilibrare il rapporto tra estrogeni e progesterone.
È importante dedicarsi a un moderato esercizio fisico (camminare, nuotare, correre) o ad attività quali yoga o pilates perché l’attività fisica migliora quella psichica.

Alcuni rimedi naturali molto usati sono l'agnocasto, il gingko biloba e l'olio di enotera.
La pillola anticoncezionale inibisce l'ovulazione e contrasta l' insorgenza dei sintomi caratteristici della sindrome.

Nei casi che non rispondono a nessuna di queste terapia fa fatto ricorso alla valutazione psichiatrica perché la sindrome premestruale può essere curata, sempre.

Personalmente ricordo un caso capitatomi molti anni fa in cui risolsi i gravi sintomi della sindrome in una donna tra i 30 e i 40 anni, e il marito, qualche mese dopo, venne personalmente a studio per ringraziarmi di avergli salvato il matrimonio con la donna che amava ma che diventava un’altra prima della mestruazione e che in quella fase era impossibile poterla amare.

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