il medico che vorresti

 

Il medico dei tuoi sogni è un professionista che ha una faccia rassicurante, ti lascia parlare, ti guarda mentre parli dimostrando con gli occhi e con la faccia non solo che ti sta sentendo ma addirittura che ti capisce e ti aiuta a ricordare quello che vorresti che lui sapesse ma adesso non te lo ricordi.

Quando hai finito di raccontare tutto prima ti chiede di fargli vedere gli esami che hai con te e poi ti chiede in modo semplice delle cose, e tu capisci che effettivamente ti ha ascoltato mentre parlavi perché si… ti chiede spiegazioni su quel particolare che tu hai appena accennato.

Poi ti visita. Testa, occhi, lingua, collo, cuore, torace, come respiri, la pancia, le gambe, le varici, i peli sul corpo, poi in piedi, la schiena, come appoggi i piedi, come cammini.

Alla fine della visita ti dice che quello per cui lo hai consultato è forse una certa malattia di cui magari non è sicuro e allora ti chiederà di fare qualche esame per la conferma e qualche volta ti dice pure che hai qualcosa che non va da qualche parte del tuo corpo.

Ecco, questo medico dei sogni, che tu vorresti, tutti vorrebbero, non esiste….o meglio, non è vero che non esiste, esiste, ma ne restano pochi esemplari e che non sembrano in grado di riprodursi.

Molti anni fa, quando la medicina non aveva tecnologia e non esisteva la specializzazione d’organo, la gente lo trovava molto utile.

Questo medico ideale si chiamava medico internista, detto anche clinico medico. 5 anni di specializzazione durissima in cui si studiavano tutte le patologie del corpo umano che alteravano il benessere della persona. Una visita internistica durava in media 1 ora, 5 visite al giorno erano già parecchie. Quindi oggi avrebbe una scarsa produttività con conseguente poco guadagno.

Con l’uso di strumenti diagnostici sempre più raffinati e sicuramente complessi da poter essere usati se non dopo un opportuno addestramento che si ripete per ogni nuovo strumento, gli esperti degli strumenti hanno di fatto eliminato la funzione del clinico medico, fanno diagnosi immediate e corrette senza ricorrere alla raccolta di storie cliniche e a visite approfondite.

Ma…. attenzione: solo sul pezzo dell’individuo che stanno valutando, una valvola di un motore, ma che spesso, bisogna riconoscerlo, è l’unica cosa malata.

Adesso pensa agli ortopedici esperti specialisti della spalla, del gomito, dell’anca, del ginocchio, del piede, della colonna. Pensa in ostetricia e ginecologia agli esperti specialisti in ostetricia, in patologia ostetrica, in prevenzione dei tumori cervicali, in vulvologia, in patologia endometriale, in endocrinologia ginecologica, in uroginecologia, in menopausa, in sterilità.

Un medico, un pezzo: fino a un certo punto inevitabile quando le conoscenze sono tante, gli strumenti pure e un medico decide che si superspecializza solo su un pezzo e sugli strumenti che servono a studiarlo e magari un giorno quel medico ti sarà utile se il pezzo di cui si occupa ti si ammalerà.

Però a questi superspecialisti sfugge per formazione e cultura il concetto di unitarietà dell’individuo che è costituito da un corpo le cui diverse parti, magari non proprio perfette,  interagiscono tra loro alla ricerca di un equilibrio complessivo.

E quando il problema richiede una valutazione del complesso del corpo-psiche di un individuo e non di un suo singolo organo, quelli capaci di formulare una diagnosi senza ricorrere a decine di esami e altrettante consulenze sono quei pochi che hanno studiato più il malato che la malattia perché un individuo è qualcosa di più di un assemblaggio di singoli pezzi.

cosa di cui invece molti meccanici sono convinti……

Emblematico in proposito è il film dove Moretti parla della sua malattia “pruriginosa” e le consulenze e terapie fatte, di tutti i generi, perché nessuno, tranne l’ultimo, dei numerosi medici superspecialisti consultati si era preso la briga di andare “oltre” il prurito e visitarlo dalla testa ai piedi e fare così la diagnosi di linfoma, di cui il prurito è solo un sintomo.

Lascia un commento