HPV oncogeni e no. la prevenzione è facile. basta farla.

L’inizio della vita sessuale in genere comporta l’incontro e lo scontro con il papilloma virus umano (HPV) che si trasmette facilmente da persona a persona in corso di un contatto sessuale qualunque, quindi non necessariamente con una penetrazione. Questo è il motivo per il quale l’uso preservativo non è in grado in questo caso di essere un mezzo utile per la prevenzione

L’ infezione da HPV provoca la malattia sessuale più frequente al mondo e le sue manifestazioni vanno dalle verruche sulle mucose femminili ( vulva, vagina, bocca, ano) e maschili ( glande, asta, bocca, ano) fino a lesioni invisibili a occhio nudo che in genere dopo non meno di 10-15 anni ( si anni…. non mesi) possono diventare veri tumori invasivi in genere sul collo dell’utero, molto ma molto meno frequentemente altrove.

Le verruche tantissimi anni fa la gente le chiamava creste di gallo. Queste forme sono le manifestazioni cliniche più frequenti all’inizio della vita sessuale, sono brutte da vedere, possono diffondersi molto ma,…udite… udite.., due buone notizie.

La prima è che non danno mai tumori e la seconda che in una altissima percentuale di casi regrediscono senza nessuna terapia nell’arco di pochi mesi da quando compaiono, cioè appena il sistema immunitario di chi le ha contratte si specializza contro il virus che le sostiene.

Bisogna stare attenti a non confondere la condilomatosi genitale con la papillomatosi fisiologica della vulva e della testa del pene, che sono manifestazioni frequentissime specialmente in giovane età e che non solo non possiedono alcun significato patologico ma addirittura sono un segno indiretto di benessere della mucosa. Esistono aspetti clinici semplici per differenziarle da parte di qualunque medico esperto della problematica.

Riassumendo abbiamo grossolanamente due aspetti della malattia, il primo si chiama condiloma florido, florido perché si vede a occhio nudo e è legato a alcuni tipi di HPV senza nessuna capacità di dare tumori. Può essere unico o multiplo o a grappolo. La regressione spontanea è altissima.

Il secondo aspetto è legato a altri tipi di HPV, che possono invece dare prima alterazioni solo citologiche e dopo molti anni anche tumori invasivi. Questi HPV si annidano nei tessuti, il collo dell’utero è il più frequente, dove si possono trovare solo con l’uso di strumenti o attraverso una ricerca citologica (il pap test) e, nelle donne sopra i 35 anni, associata al pap test, con la ricerca del DNA dell’ HPV a alto rischio oncogeno come ormai è consigliato dalle società scientifiche italiane dal 2017.

Una parte di questi HPV che non sono in grado di provocare tumori invasivi non vengono fatti rientrare nella ricerca dei virus oncogeni perché possono provocare solo minime alterazioni cellulari che non procederanno mai verso un tumore.

Questi 2 test praticati insieme sono quindi molto importanti per escludere un problema che potenzialmente potrebbe dare un tumore invasivo del collo dell’utero.

Ma perché i due test vanno abbinati sopra i 35 anni e non prima? Perché prima, e prima vuol dire un tempo ridotto rispetto all’inizio della vita sessuale, l’HPV anche oncogeno è molto frequente ma poi guarisce spontaneamente, si spontaneamente, nella grande maggioranza dei casi, mentre quelli che non guariscono e persistono per anni diventano pericolosi e quindi è opportuno sapere se ci sono.

Se però pap test e HPV DNA test sono entrambi negativi si possono ripetere tranquillamente dopo 5 anni senza nessun problema, basta convincere la donna…..

Adesso cerco di descrivere una procedura pratica facile di prevenzione

  • E’ inutile fare un pap test entro i primi 4 anni dall’inizio della vita sessuale. In nessun caso può esserci un precursore serio di un tumore e le eventuali lesioni presenti, comprese quelle floride, in genere guariscono appena il sistema immunitario se ne accorge.
  • Dopo i primi 4 anni di vita sessuale il pap test andrebbe ripetuto ogni 3 anni ma deve essere letto in un centro specializzato. Se non si è sicure di questo meglio ripeterlo ogni 1 o 2 anni.
  • Se compare una alterazione al pap test ( può essere chiamata ASCUS LSIL HSIL ) va fatto immediatamente il test DNA HPV per virus oncogeni indipendentemente dall’età
  1. Il test DNA HPV è positivo. Va praticata una colposcopia
  2. Il test DNA HPV è negativo. Non c’è rischio di tumore. L’alterazione citologica va rivalutata subito. Il test DNA HPV per oncogeni va ripetuto entro 6-12 mesi.

 

La buona notizia in tutto questo è che da qualche anno ci si può vaccinare per tutte le forme di HPV ( anche l’infezione contratta è una sorta di vaccinazione in quanto la guarigione spontanea avviene solo perché il sistema immunitario risponde, esattamente come avviene con il vaccino).

Ma la vaccinazione non cambia, almeno per ora e anche nei prossimi anni, la routine di prevenzione.

 

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