Aborto spontaneo del primo trimestre. perché e cosa fare.

In una discreta percentuale di casi una gravidanza si può interrompere spontaneamente entro le prime 10-12 settimane dall'inizio, quindi primo trimestre di gestazione

1) Perché avviene l’aborto?

2) Può essere evitato?

  • Perché avviene l’aborto?

Si abortisce per diverse cause

  1. Le più frequenti sono quelle malformative. Un embrione può avere delle malformazioni così gravi, in genere cardiache, che addirittura non consentono al cuore di iniziare a battere e l’embrione muore subito, nelle primissime settimane di gestazione. Le malformazioni aumentano di frequenza con l’aumento dell’età materna.
  2. Poi ci sono le cause genetiche, cioè i cromosomi embrionali, di derivazione materna e paterna, non consentono all’embrione di svilupparsi. Le dislocazioni, si chiamano così, di frammenti riarrangiati di cromosomi che entrano nel patrimonio genetico dell’embrione possono provocare l’aborto.
  3. Ancora esistono le cause infiammatorie. Una infiammazione acuta o cronica della cavità uterina, si chiama endometrite, provoca un ambiente ostile al proseguimento della gravidanza.
  4. Poi ci sono anche le cause immunitarie. L’unica condizione umana che rende possibile una tolleranza spontanea a un trapianto è la gravidanza perché l’ embrione ha un patrimonio genetico per metà paterno. Per motivi diversi, il sistema immunitario della madre, che la difende dalle malattie, qualche volta non tollera il patrimonio genetico del padre e elimina l’embrione che lo contiene.
  5. Infine, ma sono una minoranza, esistono anche cause legate a malformazioni dell’utero che non permettono all’embrione di svilupparsi.
  • Può essere evitato?

A gravidanza iniziata la madre non può fare praticamente niente per evitarlo e questo significa che il riposo, inteso come non muoversi, non serve a niente e quello a letto non solo non serve ma alla lunga diventa pericoloso per il benessere della madre. Inoltre i risultati delle terapie mediche prescritte al momento in cui si verifica la minaccia d’aborto non sono significativi, anche se tutti i medici le prescrivono e tutte le donne le fanno.

E se non stancarsi ha un senso in qualche caso, stare a letto non ne ha nessuno. Se una perdita di sangue diminuisce stando a letto è solo perché stando sdraiata esce meno sangue per un problema gravitazionale, e non per un aumento del benessere embrionale.

In pratica la minaccia d’aborto non ha una terapia, e se l’aborto poi non avviene è solo perché o non c’era la minaccia (fino a 12 settimane la cavità uterina può perdere sangue da un punto qualunque e non da dove è impiantata la gravidanza) o perché la vera minaccia, documentata da una ecografia che mostri, in presenza di un sanguinamento, un distacco della placenta, non è tanto grave da interrompere la gestazione.

Se invece l’aborto è ricorrente la terapia deve iniziare prima della gravidanza dopo aver fatto una diagnosi accurata del perché si ripete.

Se la causa poi è malformativa dell'embrione o genetica la donna non può fare altro che riprovarci fino a quando, per caso, dall’unione del patrimonio genetico materno e paterno si crea un embrione sano e capace di svilupparsi fino a nascere.

Quindi in nessun caso una donna che abortisce deve colpevolizzarsi per il fatto che non è stata capace a evitarlo, perché al momento che si manifesta non può fare nulla per contrastarlo se non non stressarsi e non stancarsi o "prendersela comoda" come si dice in altri paesi.

Perché stress psichico e fatica fisica fanno male a tutte le gravidanze.

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