la contraccezione nell’adolescente

 

La problematica è articolata e più complessa rispetto alla contraccezione nella donna adulta.

L’adolescente non è più fanciulla e non è ancora adulta , quindi ha non meno di 12-14 anni (prima mestruazione) e non ancora 18 o 20 anni.

Durante questo periodo, attraverso influssi ormonali e neuro-ormonali,  completa la maturazione psico-fisica che ne caratterizza il progressivo passaggio verso l’età adulta.

Pur con molte variabili legate alla coscienza della propria identità sessuale nel contesto famigliare e sociale in cui si sviluppa e con cui si confronta, affiorano esplodono e si concretizzano sia le relazioni affettive ( gli amori adolescenziali) sia quelle funzionali a valutare, verso il mondo esterno, il proprio ruolo.

In questo periodo di transizione si definisce la personalità e sessualità e avvengono le mille scoperte e anche incertezze che porteranno verso l’età adulta, perché donna non si nasce ma si diventa.

Esattamente come accade nei maschi, nel percorso di crescita, come risposta all’istinto, inizia quasi contestualmente una attività sessuale e allora e immediatamente diventa indispensabile una contraccezione che deve essere la più semplice e efficace possibile.

I metodi cosiddetti naturali scontano una scarsa efficacia contraccettiva e, fatte salve resistenze personali non superabili, di cui comunque va tenuto conto nel corso della consultazione, andrebbero evitati.

Fermo restando l’uso del condom maschile per il valore che riveste nella prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale (esclusa la trasmissione dell’ HPV), andrebbe valutato da qualunque adolescente che questo metodo è affidato al partner con tutto quello che ne consegue, e inoltre ha un elevato indice di fallimento

Il preservativo femminile rappresenta una valida opzione a quello maschile, per motivi diversi viene in genere poco apprezzato e usato specialmente dalle adolescenti, e rimane quindi una opzione limitata da valutare in casi particolari.

La pillola contraccettiva è invece un metodo molto efficace che però richiede costanza e precisione, è molto utile se aiuta anche altre condizioni, tipo la risoluzione dell’acne o dei dolori mestruali. Però dimenticanze casuali e anche orari di somministrazione spesso stravolti da una vita con tempi poco regolari e anche episodi di vomito legati a eccessi alimentari o di alcolici, sono causa di fallimenti contraccettivi che proprio nell’adolescente segnano inesorabilmente, comunque vada a finire, la vita.

Sotto questa prospettiva l’uso di contraccettivi ormonali tipo i cerotti o l’anello vaginale sono maggiormente gestibili.

L’anello vaginale però contiene un farmaco che è un potente inibitore degli ormoni maschili che la donna produce e qualche volta, il più delle volte no, provoca una riduzione del desiderio sessuale e anche secchezza vaginale. Questa sostanza è presente anche in alcune pillole contraccettive usate per gestire acne e seborrea e che quindi possono dare gli stessi effetti.

Più gestibile è la spirale medicata di cui da alcuni anni esiste una versione di piccolo calibro proprio per l’uso nelle donne più giovani che non hanno avuto figli.

I motivi elencati per la pillola contraccettiva come causa di possibile fallimento contraccettivo nelle adolescenti, non si possono verificare con la spirale che alla fine, in questa fascia di età ha un indice di fallimento più basso, anche se di poco, di quello dei contraccettivi orali.

Nel rispetto delle condizioni permittenti, viene inserita nella cavità uterina in fase mestruale e per 3 anni, tanto dura prima di dover essere sostituita, diminuisce e qualche volta fa quasi scomparire il flusso mestruale senza per questo incidere in alcun modo sul benessere e, se non in casi molto rari, non ha effetti sistemici né sintomi.

L’introduzione, se fatta correttamente, si gestisce con un minimo di fastidio e quando c’è dolore dura in genere pochi secondi o minuti. Se poi proprio non si tollera, però non mi è mai capitato, si rimuove e si butta e si passa a un altro metodo.

La frequenza delle infiammazioni pelviche è irrisoria, basta 1 controllo l’anno dopo una prima valutazione a 1 settimana e poi a 1-2 mesi dall’inserimento e appena viene rimossa tutto torna come prima.

A partire dalla sua messa in commercio, nella mia esperienza ho potuto notare che, dopo lo scetticismo iniziale molte adolescenti iniziano a informarsi spontaneamente sul metodo e il numero di quelle che hanno deciso e decidono di utilizzarlo è in continuo aumento.

Il condom dovrebbe comunque essere sempre usato, in particolare nelle relazioni occasionali o nei partner a rischio.

Per concludere, l’approccio a una adolescente che richiede una contraccezione deve prevedere una valutazione della sua età, delle sue abitudini, delle sue aspettative e paure, di quelle che ritiene esigenze non derogabili, del suo rapporto con la famiglia, dell’inizio della vita sessuale e della tipologia della stessa.

Queste informazioni sono rigorosamente da raccogliere in assenza di parenti e anche del partner.

Nella proposta che viene fatta e discussa si deve tenere conto di tutte queste informazioni e lei deve essere coinvolta attivamente alla ricerca del metodo che reputa migliore, praticamente la scelta, magari rinviando a un successivo incontro la prescrizione.

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