l’andropausa è una invenzione. il disturbo dell’erezione una realtà.

La menopausa è una condizione del tutto femminile e si concretizza quando le ovaie smettono di produrre follicoli e senza i follicoli non si producono neanche estrogeni. Quando gli estrogeni non vengono più prodotti inizia la menopausa con i suoi sintomi.

L’equivalente maschile a una condizione del genere, chiamata andropausa, non esiste. Nel maschio può però capitare, più spesso dai 50-60 anni in su, ma anche molto prima, che per motivi diversi si riduce la produzione di testosterone, che a sua volta provoca, a catena, la riduzione dei neurosteroidi. La riduzione dei neurosteroidi riduce sia il desiderio che l’eccitazione, rende difficile l’orgasmo e scompare l’erezione notturna.

Questo tecnicamente è uno degli aspetti più importanti dell’ipogonadismo maschile dell’adulto, per gli aspetti personali e relazionali che scatena.

ll deficit di testosterone con esordio in età adulta si manifesta un po’ a tutte le età e in vario modo a seconda del grado e del tempo di durata del deficit stesso. Può ricondursi a varie cause, tra cui sovrappeso, depressione e stress lavorativo e relazionale hanno un ruolo molto importante, specialmente se l’attività fisica è assente o molto limitata.

Ai sintomi sulla sessualità direttamente interessati dal deficit si associano i disturbi del sonno e i cambiamenti dell’umore, come la depressione o la rabbia, che a loro volta non fanno che aggravare la già precaria sessualità.

Una causa particolare di ipogonadismo è quello che avviene nei maschi che usano farmaci inibitori della 5 alfa reduttasi (i più conosciuti sono la finasteride usata per la caduta di capelli, e la dutasteride farmaco di uso molto comune nella terapia medica dell’ipertrofia prostatica benigna) enzima cardine per l’attività del testosterone.

Per ovviare a questi problemi una possibile alternativa farmacologica per il trattamento della l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) da valutare con lo specialista, è quella con il tadalafil, che tratta con buoni risultati la disfunzione erettile mentre favorisce il rilasciamento del detrusore vescicale evitando così fastidi legati all’urgenza e alla frequenza minzionale, che sono i più difficili da sopportare per il paziente con IPB e ne peggiorano la qualità di vita. Tadalafil ha dimostrato di migliorare questi sintomi già a partire dalle prime 1-2 settimane. 

Una altra alternativa terapeutica, questa di tipo nutrizionale, è rappresentata dall'estratto vegetale della palma nana (serenoa repens) che è da decenni utilizzato come coadiuvante e palliativo nei disturbi "prostatici" largamente intesi, con risultati positivi molto variabili, ma senz'altro non con risultati dannosi. L’influsso negativo sulla funzione sessuale è discutibile e comunque non diretto. Invece i riferiti vantaggi positivi (ma si tratta senz'altro di casi rari) sembra che siano indiretti, attraverso il miglioramento di una condizione locale (es. prostatite) che aveva indotto un deficit erettile secondario. Quindi in presenza di disturbi dell’erezione va associato a farmaci specifici per questi problemi che in genere sono utilizzati “al bisogno” dal popolo maschile, tipo seldanafil e altri, comunque molto noti.

Se non si vogliono usare i classici prodotti “al bisogno” e non esiste una controindicazione, specialmente nei più giovani, si può ricreare una condizione vicina alla fisiologia con una terapia sostitutiva con testosterone che può tornare utile se i livelli di Testosterone circolante sono inferiori  a 7nmol/l (equivalente 2 ng/ml).

Questa valutazione sarebbe da fare sempre nell’uomo dai 60 anni in su se lamenta problematiche sessuali non altrimenti spiegabili e prima inesistenti. In questi casi la terapia ormonale sostitutiva, se indicata da bassi valori circolanti di testosterone, in un mese risolve il problema del desiderio e ripristina l’attività sessuale. Non male.

Infine c’è da sapere che per questo problema esistono anche terapie nutrizionali come quella con l’uso di yohimbina o di ginseng rosso coreano e anche queste richiedono una preventiva e necessaria valutazione da parte del medico curante.

Insomma può esistere per l’uomo un problema con molte soluzioni, tante soluzioni, capaci di incidere positivamente sul problema e sul benessere psico-fisico suo e della sua partner che vengono immediatamente stressati già dal primo “fallimento” e, in genere “sconvolti” dal secondo.

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