Allattare al seno fa bene al Bambino e alla Madre.

Con l’allattamento la madre non solo provvede al soddisfacimento del bisogno fisiologico della fame del proprio figlio, ma questo atto è talmente carico di valenze psicologiche che crea un vero legame tra i due e inoltre rappresenta la prima forma di comunicazione del bambino in grado di condizionarne tutte le successive esperienze comunicative e relazionali. Nel 1959 Harry Harlow dimostrò l’importanza delle sensazioni tattili nel rapporto madre-figlio utilizzando dei cuccioli di scimmia separati dalle madri a cui venivano offerte due possibilità, una era un manichino di filo di ferro con un poppatoio e l’altra un manichino soffice senza poppatoio. Lo studioso osservò che i cuccioli di scimmia trascorrevano molto più tempo con il manichino di stoffa morbida piuttosto che con quello di filo di ferro provvisto del poppatoio. I piccoli restavano con le “madri di ferro” soltanto il tempo necessario per prendere il latte, mentre il resto del tempo lo trascorrevano in gran parte avvinghiati alla “madre soffice”, dimostrando in tal modo, che il legame d’attaccamento non era legato solo al piacere della suzione e al soddisfacimento della fame, ma a un contatto fisico “caldo”. Quest’ultimo rappresenta, infatti, un bisogno molto forte nelle prime fasi della vita, anzi il fattore centrale del legame di attaccamento.

Secondo l’OMS l’allattamento materno presenta notevoli vantaggi per il bambino:

-l’allattamento materno è particolarmente adatto per soddisfare i bisogni alimentari ed emozionali del bambino: con il seno il neonato trova il nutrimento perfetto, facilmente digeribile ma anche l’amore e la sicurezza di cui ha bisogno per svilupparsi come persona;

-l’allattamento materno è la prima immunizzazione del bambino. Il latte materno contiene cellule vive e anticorpi che combattono i germi che minacciano la sua salute;

- i bambini allattati al seno sono meno soggetti a malattie respiratorie, gastroenteriti e otiti e, in generale, subiscono meno ricoveri ospedalieri rispetto ai bambini alimentati con latte artificiale;

- l’allattamento al seno è associato ad una minore incidenza di allergie e obesità. Poppare al seno favorisce nel bambino un più corretto sviluppo della struttura mandibolare e delle arcate dentarie;

- l’allattamento materno favorisce il legame madre-bambino, soddisfacendo e rafforzando il loro bisogno reciproco di stare insieme.

C’è anche da dire che gli stessi benefici sulla salute del bambino più recentemente si sono dimostrati anche per il parto naturale rispetto a quello cesareo in relazione alla “contaminazione” batterica che il bambino riceve dalla madre al momento del passaggio nel canale da parto e che invece viene meno con l’estrazione cesarea. In pratica un vero ritorno alle origini, per certi aspetti del tutto prevedibile per buon senso ma adesso anche dimostrato dai lavori scientifici sull’argomento

Tornando all’allattamento al seno, questo da anche diversi benefici alla madre:

- allattare subito dopo il parto favorisce il ritorno più rapido dell’utero alle sue dimensioni pregravidiche e previene le emorragie;

- le madri che allattano al seno hanno un minor rischio di sviluppare il tumore alla mammella e all’utero prima della menopausa;

- il latte materno non richiede preparazione né sterilizzazione. Gratis e disponibile in qualunque situazione, è sempre pronto alla giusta temperatura;

- l’allattamento facilita la perdita dei chili in più presi durante la gravidanza;

- allattare al seno con successo aiuta a ridurre il rischio di depressione post-partum.

Tutto ha inizio dal neonato che necessita immediatamente di instaurare una relazione con la mamma durante l’esperienza della nutrizione.

Si tratta in sostanza di piccole percezioni - il contatto con la pelle, il calore, l’odore, il suono della voce, del respiro e il battito del cuore – che danno senso alla vita emozionale del bambino. Tanto più questo contatto si verifica in modo armonioso, tanto più il piccolo riceverà sensazioni di un mondo esterno sereno che vale la pena di essere esplorato e vissuto. Sarà la fame del bambino a dettare la produzione di latte nella mamma: tanto più esso si attaccherà al seno tanto più latte verrà prodotto.

Ma soprattutto è indispensabile che il bambino venga stimolato precocemente a succhiare perché il neonato nasce con il riflesso di suzione geneticamente predeterminato e si attacca subito al seno della madre se…se lo trova li vicino, a portata di bocca. Il lattante possiede un sistema complesso ma perfettamente sviluppato fin dalla nascita a livello del comportamento di suzione: il riflesso dei punti cardinali che accompagna la rotazione della testa, il riflesso di fuga, il riflesso di suzione e di deglutizione (accompagnati dai tentativi di prensione con le dita) rappresentano un’unità motoria integrata e immediatamente capace di funzionare senza nessun apprendimento se non quello che regola il rapporto madre-figlio.

Quanto più precocemente i capezzoli vengono stimolati dalla suzione, quanto prima arriva la "montata lattea". Essa normalmente si verifica due, tre giorni dopo il parto e è preceduta da un ingrossamento delle vene delle mammelle che assumono anche una colorazione intensa, accompagnato da un aumento della temperatura locale e anche qualche linea di febbre e una tensione al seno che può acquietarsi solo con l’arrivo del latte e il lento e desideroso succhiare del bambino. Questa si chiama congestione vascolare, la mammella si gonfia per il sangue che vi arriva e che consentirà alle ghiandole di produrre il latte, se la congestione vascolare non c’è non ci sarà neanche il latte. Iniziata la produzione di latte in pochi giorni tutto questo “fastidio” scompare.

In una buona relazione di allattamento la mamma impara a cogliere, anche inconsapevolmente, i segnali del proprio bimbo – il tono muscolare, il tipo di respirazione, il livello di vigilanza, il calore del corpo- e a sua volta il bimbo può fare esperienza della realtà e del mondo che lo circonda e che, nei primi giorni di vita, è costituito dalla madre stessa. È normale che una mamma, all’inizio, non sia in grado di sintonizzarsi con il suo bambino. Ma, già da pochissimi giorni dopo si produce una specie di adattamento reciproco e la madre prende coscienza del suo neonato. Però perché questo sia possibile è importante che la madre dedichi il suo tempo a osservare il proprio bambino e a prendersene cura, esattamente come accade nel mondo animale.

L’interazione attiva e positiva è fondamentale per creare un clima emotivo di interesse e favorisce il proseguimento della relazione. In determinate circostanze, tuttavia, la madre può essere influenzata negativamente dalla società e dall’ambiente familiare che la circonda. Falsi miti e cliché che nel mondo social arrivano direttamente e sono incessantemente proposti da soggetti i più svariati, possono, infatti, far perdere di vista alla mamma quale dovrebbe essere il suo ruolo e questo accade specialmente se non riesce a capire quale benefico effetto può avere  e\o si spaventa per un’eventuale avidità, per una suzione lenta e interrotta del piccolo o da ciò che si discosta da “come dovrebbe essere”.

Così, l’allattamento al seno, fonte di ricchezza e di stimolo per la madre e il figlio quando soddisfa desideri e calma timori, può essere causa di paure o delusioni, diventando fonte di ansia e a rischio di patologia.

Maurizio Zaza

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