La conquista della menopausa

Dott.ssa RL Tartaglia, psichiatra, psicoterapeuta

Nei paesi occidentali la menopausa, fisiologica o secondaria a patologie, ha rappresentato, ed in parte continua a rappresentare tuttora, per le donne il momento critico in cui si concretizzava lo spettro della doppia perdita della fecondità e dell'attrattiva e sanciva il brusco inizio della vecchiaia e la fine della vita attiva.
La definizione stessa di menopausa, usata per la prima volta dal medico francese Gardanne nel 1821 e che deriva dalla parola greca “mese” e “cessazione”, pone l’accento sulle caratteristiche di perdita associate a questa fase della vita.
Tra i sintomi associati a questo periodo quelli che modificano radicalmente la qualità della vita sono quelli che attengono alla sfera psicologica. Improvvisamente le donne diventano insicure, ansiose, il tono dell'umore si abbassa, sopraggiunge un’incapacità di provare piacere nelle attività quotidiane che appaiono pesantissime. Tutto perde di attrattiva e si associa una sensazione di stanchezza perenne. Si può arrivare a veri e propri stati depressivi. Per questi sintomi non viene spesso nemmeno cercato aiuto proprio a causa del vissuto di inaiutabilità che deriva dallo stato depressivo. Questo è tanto più grave se si pensa che oramai l’aumento dell’aspettativa di vita fa sì che le donne vivano in questa condizione quasi la metà della loro vita.
Se da un lato la mancanza di estrogeni secondaria alla menopausa può incidere nel determinare questi sintomi, dall' altro è indubbio che l'approccio psicologico con il quale si vive questo periodo della vita è in grado di modificarne radicalmente l'impatto.
Numerosi studi antropologici hanno evidenziato che in alcune culture, dove alla donna è riservato solo il ruolo di riprodursi e la menopausa viene attesa come una liberazione, le donne non presentano nessuna problematica psicologica. In alcune popolazioni africane la menopausa viene accolta con una festa e le donne possono aggiungere un anello ornamentale alle loro caviglie.
I vantaggi connessi con la menopausa sono anche legati al fatto che la donna si sottrae contemporaneamente a rapporti sessuali spesso solo subiti ed al rischio di morte sempre associato al parto. Inoltre essendo riconosciuta anziana acquista un ruolo sociale diverso e più vantaggioso, non le competono più i lavori pesanti, l'anziano è più rispettato all'interno dei nuclei sociali e si trasforma nella custode delle tradizioni e dei riti della comunità. In India, per esempio, la menopausa porta ad una liberazione che permette alle donne di togliersi i veli e mescolarsi con gli uomini. Nelle popolazioni arabe, una volta raggiunta la menopausa, le donne possono vivere più liberamente e hanno maggiori diritti nella società. Anche nelle culture tradizionali Maya e Indios viene dato più valore alle donne in età climaterica. In tutte queste culture i sintomi psicologici della menopausa sono meno frequenti.
Il costo della trasformazione è però quasi sempre associato alla definitiva scomparsa della vita sessuale, alla rinuncia alla femminilità per entrare in una sfera sessuale assimilata a quella maschile.
Questo nostro tempo, nonostante le sue problematiche e contraddizioni, ha restituito a tutte, in qualunque età della loro vita, la propria identità. Non più donne assimilate agli uomini o asessuate, ma donne e basta. Sempre.
Questo anche grazie alla rivoluzione che ha consentito di separare il sesso dalla procreazione ed ha permesso di emanciparsi dal ruolo esclusivo di madre. Questa separazione con la menopausa diventa definitiva, termina la capacità riproduttiva, ma rimane quella attrattiva e sessuale da sostenere e curare.
La menopausa può dunque rappresentare l’ultima conquista di emancipazione femminile in modo che anche di fronte al passare del tempo donne e uomini possano avere pari opportunità. Non rimanendo ancorati a concetti di giovinezza perenne cercando di replicare esperienze giovanili, ma vivendo pienamente ed assecondando in maniera vitale il passare del tempo.

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